UN FARO PER I TRALICCI DI COLLE BELLARIA

Architetti coinvolti nel progetto di recupero contro l’inquinamento elettromagnetico a Salerno

La tecnologia e la bellezza si incontrano nei progetti degli architetti vincitori del contest promosso a Salerno dal Comune con la collaborazione del partner tecnico “NewItalianBlood” per eliminare i tralicci che disturbano il panorama di Colle Bellaria.

Alla base, l’idea di integrare i trasmettitori per le radiotelecomunicazioni in un’unica infrastruttura per rendere meno forte l’impatto estetico e soprattutto ambientale causato dall’inquinamento delle onde elettromagnetiche. Un’iniziativa mirata alla riqualificazione paesaggistica del Parco che si propone di ricostruire sul colle una naturale linearità urbana, un boulevard carrabile e ciclopedonale, con passeggiate naturalistiche e orti botanici.

I tre progetti, due italiani e uno spagnolo, sul podio hanno trovato ciascuno la propria soluzione.
Il gruppo vincitore guidato da Alessia Maggio e composto da Andrea Abatecola, Franco Mazzetto, Maurizio Falzea, Valerio Moglioni, con Claudia Avanzi, Mattia Polettini e Fabio Togni, ha pensato a un design avveniristico, un arco integrato rivestito da pannelli di alluminio con forature su misura, che ricorda un po’ la Torre de telecomunicaciones de Montjuïc di Calatrava, un faro post moderno(nella foto sopra) che sovrasta la collina e che di notte accoglie con le sue luci chi arriva in città dal mare.

Il secondo, quello della spagnola Clara Oloriz Sanjuan, un’antenna che sembra ondeggiare al mutare della posizione dell’osservatore.

Il terzo progetto è un totem reticolare in metallo zincato che accoglie le antenne paraboliche e i ripetitori sormontato da un insieme di pale eoliche. A proporlo, un gruppo di lavoro salernitano composto da Lucidio Di Gregorio, Alfonso Di Masi, Massimo Coraggio, Antonio Coviello, Fabio Vece, Luca Casaburi, Rossella Solineo, con Dario Marandino, Giorgio Pizziolo, Rita Micarelli e Massimo Sabato.

Il progetto vincitore si è aggiudicato un premio di 12.500 euro. L’idea è vincente è sembra ben conciliare la sostenibilità ambientale e il design, nel rispetto del contesto a cui è destinata. Adesso non resta che aspettare che dalla fase progettuale si riesca a passare a quella operativa senza troppi inciampi burocratico-finanziari.

Secondo il presidente di “NewItalianBlood”, l’architetto Luigi Centola, infine, quest’iniziativa può essere replicata in tutte le piccole e grandi città d’Italia che hanno a cuore la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente, a costo zero per la collettività. I canoni delle concessioni di radio, tv, telefonia e banda larga presenti sui suoli comunali, a suo dire, permettono di ripagare in tempi brevissimi sia la riqualificazione paesaggistica che la realizzazione di una moderna e funzionale antenna telecomunicazioni.

ROSALINDA CAPPELLO

23 febbraio 2015

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