TOM RYABOI, IL FOTOGRAFO MASCHERATO CHE SFIDA LE VERTIGINI

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Si aggira solitario nella notte, volto coperto da una maschera, lo puoi trovare sopra i grattacieli che si sporge dai cornicioni, e non è Spider-Man. Si tratta di Tom Ryaboi, giovane fotografo pioniere del genere rooftopping, ossia del fotografare e fotografarsi dal più alto edificio della città mostrando panorami in picchiata vertiginosi.

Per l’artista la fotografia è strettamente legata al viaggio. Ama viaggiare, vedere il mondo, crescere attraverso queste esperienze e ne cattura frammenti portandoli con sé nei percorsi successivi. La macchina fotografia è per lui uno strumento di evasione dalla realtà , di fuga, anche quando non si trova in viaggio.

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L’architettura urbana diventa l’espressione di un percorso narrativo riconfigurato attraverso vertigini ed emozioni vorticose, brividi e soddisfazioni. Prospettive, curve, linee precipitano nel vuoto rendendo l’atmosfera architettonica onirica. Desmaterializza le strutture urbane ricostruendole nella materia del sogno, impalpabile ma veritiera, offrendo un nuovo sguardo sulle cose.

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Così narra Tom della sua esperienza nello scalare i grattacieli canadesi durante una tempesta di ghiaccio: «Il problema non risiede nell’entrare nel cantiere del grattacielo ma nella scelta del vestiario per una salita faticosa, e di come arrivare a fare delle fotografie con 20 gradi sotto zero e con condizioni di vento estreme. La salita è stata dura, e mi è venuto da pensare che mi sarebbe preso un colpo di calore con due strati di maglioni, mutandoni da “far west”, un parka enorme e due pantaloni. Alla fine gli incredibili panorami ripagano lo sforzo e, a causa della tempesta di ghiaccio che ha interessato Toronto per alcuni giorni, sembrava che ogni oggetto fosse completamente ghiacciato».

PaolaDonatiello

09/03/2016

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