STRIPE FESTIVAL: SPAZI E STORIE VISSUTE TRA ARTE CONTEMPORANEA ED ARCHITETTURA

Dal 4 settembre per tre giorni a Fermo si è tenuta un’importante manifestazione, che alla sua prima edizione, ha già fatto molto parlare di sé, coinvolgendo e portando nelle Marche, nomi noti dell’architettura, come Botta e  Purini, artisti importanti quali Carotti, Cudini e Milia.

La manifestazione ha trovato luogo presso sette suggestive location differenti, le Grandi Cisterne, le Piccole Cisterne, l’Oratorio di San Domenico, il Centro Congressi San Martino, il Chiostro e il Palazzo Azzolino ed il Chiostro dei Carmelitani.

Come è nata l’idea di un festival che portasse arte contemporanea, architettura, fotografia in maniera coinvolgente ed emozionante? Quali gli obiettivi della manifestazione?

Gli organizzatori, Riccardo Franchellucci e Daniele Casarola, rispondono alle nostre domande raccontandoci aneddoti e curiosità.

Ci troviamo presso la “Galleria Interni Arte” studio di arredamento di interni e design, base operativa del festival, quindi cuore nevralgico e pulsante dell’organizzazione.

Come è nata l’idea del festival?

Daniele: l’idea è nata sui tavolini di un bar, la sera, quando questo era ormai chiuso, ci trovavamo in Piazza del Popolo a Fermo e volevamo fare qualcosa per questa città, che è un po’ ferma come annuncia il nome stesso. Io ho frequentato sociologia alla triennale e turismo alla specialistica Riccardo, invece, ingegneria edile e architettura, quindi abbiamo unito le due materie e abbiamo creato questo festival per il quale ci siamo avvalsi della collaborazione dell’associazione LAB2.0 di Roma della quale Riccardo fa parte.

Riccardo: oltre a far rivivere Fermo, volevamo sopperire ad una mancanza, ossia all’assenza di arte contemporanea e di architettura contemporanea nelle Marche, quindi il nostro obiettivo era, sì creare un evento per la città di Fermo, ma anche portare qualcosa in più. Per me era una necessità, perché avendo vissuto fuori sono abituato ad avere una maggiore offerta culturale rispetto a quella locale… se a Fermo si esce la domenica per visitare un qualche museo si possono osservare solo opere del ‘400 ‘500.

Scopo del festival, pertanto, era anche ci racconta Daniele quello di «far rivivere i posti, come le grandi Cisterne Romane che spesso neanche i fermani hanno avuto modo di visitare se non da piccoli con le scuole». «Quindi – continua Riccardo – era un modo per restituire alla città luoghi che son musei in quanto tali. Grazie al festival rendendo gratuito l’ingresso alle Cisterne Romane ed offrendo qualcosa in più da vedere anche un fermano ritorna in quel luogo, quindi è come ridonare spazi alla città».

Quali attività avete programmato?

Daniele: siamo partiti da un business plan complesso, ma le attività principali che abbiamo organizzato erano mostre, conferenze e workshop.

Riccardo: le mostre e le conferenze dovevano portare architetti e artisti, anche nomi noti, e ci siamo riusciti, in quanto hanno partecipato all’evento anche Mario Botta e Franco Purini; le conferenze in particolare creavano punti di dialogo e confronto nella città; mentre i workshop creavano un qualcosa per la città. Infatti si è parlato di Fermo di cosa fare per la città, cosa migliorare, dove intervenire, per cui gli studenti hanno proposto le loro idee all’amministrazione comunale stessa.

Autonomie

il tema principale della manifestazione era AUTONOMIE «perché – spiega Riccardo – si tratta di un argomento in grado di raccogliere un gruppo eterogeneo di più persone».  Altre tre erano le  sottocategorie parte del festival racconta Riccardo: «Nomos mostra che ha avuto luogo presso le Grandi Cisterne e raccoglieva gli architetti che avevano eseguito opere molto concettuali, si trattava di una rilettura dei trattati di architettura da Vitruvio  a Palladio in chiave moderna. Relazioni mostra di giovani artisti dislocata in tutti gli altri luoghi del festival. Ed infine Disordine Scientifico curata da Daniele Cudini che ha fatto una personale dentro l’auditorium San Martino dove si sono svolte le conferenze, tra cui quella con Botta».

La prima edizione del festival ha avuto un successo notevole «oltre ogni aspettativa, – continua Riccardo – sono arrivate più persone da fuori che da Fermo, vedendo il libro delle firme. Tramite facebook abbiamo raggiunto un gran numero di persone».

Curiosità

Daniele: il festival doveva essere a maggio, ma poi è caduta l’amministrazione e le date sarebbero andate a coincidere con le elezioni, per cui abbiamo dovuto rimandarlo.

Riccardo: questa manifestazione è stata per noi un lavoro molto travagliato, iniziato nel luglio del 2014.

Daniele: il primo giorno, fu il panico. C’è stato il diluvio universale, grandine, temporale, si è allagata la parte centrale del mercato coperto dove era esposto un allestimento fatto con cartoni. Nelle Grandi Cisterne ci fu un cortocircuito. Quindi abbiamo dovuto inaugurare con le torce.

Riccardo: Botta è stata una conoscenza piacevole, non ci aspettavamo la sua presenza, è stato puntuale, gentilissimo, era molto contento della presenza dei ragazzi alla conferenza e si è trovato molto bene.

In attesa di scoprire novità sulla seconda edizione del festival vi invitiamo a visitare il sito web www.stripefestival.com/ e la pagina facebookwww.facebook.com/stripefestival

Paola Donatiello

14/09/2015

Write the message

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>