QUIERO UN JARDIN

Una visione utopica e ottimista di un futuro molto vicino.


Un salto nel futuro.
Un’utopia che guarda lontano.
Un parcheggio che si fa giardino.
Un giardino che si instaura tra i passanti.
Uno spazio verde nella città.

“¡Quiero un jardín!” è una visione utopica e ottimista di un futuro molto vicino. Volgendo lo sguardo alla fine di questo secolo, ipotizziamo una città dove l’impiego delle automobili sia ridotto di giorno in giorno. Si vuole apportare un’altra visione dell’utilizzo dei posti auto, con la possibilità di cambiamento, dando alla città nuovi orizzonti verdi: una visione futura di quella che sarà la nuova “città ecologica”, una città attuale colonizzatrice dello spazio asfaltato. In questa “città” gli abitanti hanno iniziato ad occupare gli spazi adibiti a parcheggi. Questi “vuoti in disuso” vengono trasformati in luoghi “propri”, a volte privati e a volte di utilizzo comune: spazi per sostare, per guardare, per parlare, per scambiare… Unico obiettivo: riappropriarsi della natura del cuore della città!
Sei esempi di “plaza de jardín” sono stati proposti:
El jardín del diálogo (Il giardino del dialogo): Un luogo per incontrarsi, per porsi uno di fronte all’altro, parlare e ascoltare. Due persone sedute intorno ad un tavolo condividendo idee, sommerse in un momento “verde” di calma e tranquillità.
El jardín de los soñadores (Il giardino dei sognatori): Allungarsi, chiudere gli occhi, ascoltare il rumore del vento tra le foglie, staccarsi per qualche istante dalla frenetica città… e poi andarsene…
Un jardín… (Un giardino…): Un giardino dove tutti sono benvenuti, dove prendere il sole nel centro della città. Un giardino per sentirsi in un piccono angolo di paradiso… quando e come si vuole!
Parkgreen: Una parcella verde dentro la città per allontanarsi dal medio ambiente urbano ed evadere rivolgendo gli occhi al cielo, immerso nella natura.
El jardín libre (il giardino libero): Un giardino è uno spazio di gioco, un luogo dove mettersi in relazione con se stessi e con gli altri. Tramite questo spazio libero si ricrea un’area senza occupazione dove la unica occupazione è la presenza dell’uomo.
El jardín del observador (il giardino dell’osservatore): La capacità di uno spazio sta nella relazione con la dimensione dello stesso. Il giardino dell’osservatore contiene questa relazione e la massimizza mediante l’azione di contemplare quello che lo spazio contiene. Il giardino si converte in un luogo dove posare lo sguardo; si trasforma in un elemento del quale si usufruisce osservandolo.
“…E VOI CHE FARESTE DEL VOSTRO POSTO AUTO?”

Write the message

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>