NON SOLO TAPPI. DA PAVIMENTI A TAVOLE DA SURF: DEL SUGHERO NON SI BUTTA VIA NIENTE

Santos (Amorim) racconta le molteplici vite della corteccia più famosa del Portogallo

Un materiale tanto comune quanto apparentemente “umile”, che associamo subito a un prodotto particolare: il tappo per bottiglie. Parliamo del sughero, il cui utilizzo è notevolmente aumentato negli ultimi secoli: più o meno da quando un monaco benedettino, un certo Pierre Pérignon (meglio noto Dom Pérignon), coetaneo del Re Sole Luigi XIV, comprese che questo legno impermeabile poteva essere un ottimo sigillo per le bottiglie al posto della cera o della stoppa. Ne decretò così il successo e, alla lunga, ne beneficiò un Paese come il Portogallo dove le foreste di sughero si estendono per gran parte dell’entroterra dietro a Lisbona.
Parlare di questo materiale vuol dire parlare non solo del Paese lusitano, ma di una delle sue aziende principali: Amorim Cork, leader mondiale nell’industria del sughero che oggi dà lavoro a 3.350 persone, con 530 milioni di euro di fatturato (di cui 334 milioni solo nella divisione produzione tappi) e 20 filiali all’estero. Una delle più importanti si trova proprio in Italia, a Conegliano (Treviso). La scelta di una sede in Veneto è facilmente comprensibile se si pensa ai tantissimi vini e distillati qui prodotti (dai vari vini da tavola al prosecco, per non parlare della grappa), con le relative bottiglie di tutti i tipi e formati.
Un grande ammiratore di questo legno è Carlos Santos, amministratore delegato di Amorim Italia. «Il sughero è un po’ come il maiale: non se ne butta via niente», ama scherzare. Sembra una battuta, ma non lo è. Oltre ai tappi (l’anno scorso ne son stati venduti circa 4 miliardi) con lo scarto della lavorazione si producono materiale per i pavimenti, ma anche isolanti per i mezzi da trasporto, comprese applicazioni per la tecnologia aerospaziale. E siamo solo all’inizio di una nuova fase produttiva che vede questo legno entrare sempre più a far parte dei nostri consumi: in alcuni negozi sono in vendita accessori a base di sughero, calzature (con la zeppa in questo materiale), borse portafogli, copricapo, gadget di ogni tipo. Persino tavole da surf. Il tutto, manco a dirlo, riciclabile.

Partiamo dall’inizio. Da dove si ricavano i tanti tappi che ci capita di maneggiare?

Il sughero è la corteccia della quercia, di un tipo che cresce lentamente, con una prospettiva media di vita di 200 anni. Può essere decorticata tra le 15 e le 18 volte nel periodo estivo (non la prima volta, però), con un processo particolare che garantisce l’assenza di danni alla pianta. Non solo: questa è l’unica specie di quercia che si rigenera autonomamente.

Anche in Italia si trovano questi alberi, soprattutto in Sardegna.

In realtà, questo tipo di quercia è distribuito in oltre due milioni di ettari nel bacino mediterraneo, ma è il Portogallo ad averne intensificato la lavorazione; oggi deteniamo oltre la metà della produzione al mondo (52%), seguiti dalla Spagna (25%) e, in percentuali molto inferiori, dall’Italia (6%, soprattutto Sardegna e alcune parti della Toscana) e dalla Francia meridionale (3%).

Amorim è specializzata nella produzione principale dei tappi. Ma quanto è importante per voi il settore dell’arredamento a base di sughero? È un business che sta crescendo?

Guadagna sempre più interesse, anche se oggi il segmento dei tappi rappresenta 60% del nostro volume d’affari. Ogni anno vendiamo 8 milioni e mezzo di metri quadrati di pavimenti di sughero (Amorim ha il  65% della quota di mercato nei pavimenti di sughero e sughero con legno). I principali mercati sono gli Usa, l’Olanda, la Russia e la Germania. Attualmente Amorim ha creato Amorim Ventures, una società che avrà a disposizione un milione di euro all’anno per nuovi progetti per giovani che vogliono creare delle start-up intorno al mondo del sughero.

Quali sono le proprietà che lo rendono un ottimo materiale per l’arredo?

Il sughero è un materiale 100% naturale, riciclabile e rinnovabile… È un eccellente isolante termico e acustico, impermeabile a liquidi e gas, elastico e comprimibile. È flessibile e molto leggero, resiste alle temperature elevate, con un alto grado di resistenza al fuoco. E per finire, è ipoallergenico, ammortizzante e gradevole al tatto. L’applicazione del sughero nel pavimento, oltre ad aumentare il comfort, migliora l’effetto delle vibrazioni e aumenta l’isolamento termico. Per questo è stato utilizzato anche per le vetture della metropolitana realizzate dalla Siemens, quelle di ultima generazione a Varsavia. Amorim Cork Composites ha creato un pavimento innovativo (AluCork) che sarà più leggero del 30%, duraturo, con isolamento termico e acustico. La scelta di un pavimento in sughero è stata dettata dalla necessità di optare per un materiale sostenibile e riciclabile in quanto il veicolo, esaurita la sua vita di 40 anni, sarà interamente riciclato.

È vero che è stato impiegato nella pavimentazione di alcuni monumenti?

Sì. Per fare qualche esempio, nella Sagrada Familia di Barcellona circa 2.000 metri quadrati di pavimento sono a base di sughero. E ancora, è stato impiegato per il rivestimento esterno del Padiglione del Portogallo all’ultimo Expo di Shangai e per il pavimento del Nezu Museum di Kengo Kuma a Tokyo; l’ultimo è al Victoria&Albert Museum a Londra.

Ci sono progetti anche in Italia? Se sì, dove?

Stiamo studiando con una designer un progetto molto interessante per Expo 2015, ma per adesso non posso dire altro.

Andrea D’Agostino

8 Settembre 2014

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