METTI UNA NOTTE AL MUSEO

Da Londra nuove prospettive sull’evoluzione dei luoghi d’arte 

East London, Whitechapel. Una località tra le meno battute dal turismo tradizionale, un nome che evoca ai più le efferate gesta di Jack lo Squartatore ed immagini di una Londra spettrale e lontana nel tempo. Uno scenario più adatto a raccontare un’avventura gotica che non a discorsi sull’arte contemporanea e sul turismo culturale. Ma il quartiere del vecchio Jack, e con esso una buona porzione dell’area est della città, stanno cambiando. Come in molte metropoli di tutto il mondo, quartieri nati come popolari attraversano un processo di “gentrificazione”, divenendo velocemente cool. Fatiscenti autonoleggi, magazzini e stabilimenti industriali abbandonati diventano locali, centri culturali e gallerie d’arte. Ma anche agenzie creative e negozi di moda giovane in franchising. Un’efficace incarnazione del binomio business e cultura.

L’area comprende quartieri come Shoreditch, Hackney e Dalston: zone che negli ultimi anni si sono rivalutate e attraggono giovani da tutta Europa grazie ad un intrattenimento alternativo a quello patinato del centro e di West London. Piccoli club, mercatini vintage e una ricca varietà di eventi legati al mondo dell’arte e della cultura indipendente. E proprio i giovani sono l’obiettivo di iniziative come First Thursdays, declinazione eccellente di una più generale e lungimirante strategia volta a svecchiare il turismo culturale londinese.

Organizzati della rinomata Whitechapel Gallery in partnership con il settimanale Time Out, i primi giovedì di ogni mese (First Thursdays per l’appunto) offrono la possibilità di visitare fuori orario e in maniera completamente gratuita le gallerie e gli spazi culturali della zona: sono più di 150 le realtà aderenti all’iniziativa, che prolungano l’orario di apertura organizzando eventi speciali, conferenze e offrendo occasioni di socializzazione.
La Whitechapel Gallery coordina il tutto mettendo a disposizione itinerari ad hoc e un bus navetta dedicato ai visitatori, che possono così visitare un numero maggiore di gallerie.

Il numero dei musei, gallerie e centri culturali che offrono servizi e intrattenimento fuori orario è aumentato esponenzialmente negli ultimi anni: colossi come il British Museum, la National Gallery e il Barbican non fanno eccezione, offrendo una ricca programmazione. La Tate gallery non è da meno, ed ha aperto le sue porte con l’innovativo appuntamento bimestrale “Late at Tate Britain”, in cui la galleria apre le sue porte alla musica, alla video arte e a collaborazioni inusuali, come quella con l’etichetta discografica Warp, rappresentante l’avanguardia della musica elettronica britannica: “Warp x Tate” è un evento che ha attratto migliaia di giovani, che nell’arco di una serata hanno potuto fruire di concerti, speciali installazioni e della possibilità di vivere la Tate in un modo nuovo, più informale e semplice.

L’accessibilità all’arte e alla cultura è infatti tra gli obiettivi primari delle politiche culturali inglesi e britanniche, che supportano programmi artistici capaci di raggiungere un sempre maggiore numero di visitatori; strategie mirate a un’audience potenziale, ovvero coloro che normalmente non frequentano gallerie e musei. First Thursdays è per tutti: giovani, studenti, lavoratori, amanti dell’arte e semplici curiosi. Un esperimento capace di portare nuova vita nei quartieri e offre nuove prospettive sull’evoluzione di luoghi come gallerie d’arte e musei, sempre più focalizzate sulla creazione di eventi.

FRANCESCO SORAGNA

19 novembre 2014

Write the message

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>