MA:DESIGN

Selezionato tra le 452 proposte inviate, è stato premiato a Montreal insieme ad altri 28 lavori finalisti provenienti da tutto il mondo. Una segnaletica chiara, visibile ma non invasiva per valorizzare un’architettura sui generis.

Committente: Fondazione MAXXI – Roma
Progetto: MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo
Ambito d’intervento: Progetto segnaletica di orientamento
Design: Ma:design
Designer: Massimiliano PatrignaniDoretta Rinaldi, Monica Zaffini
Produzione: Giovanni Salerno
Anno di realizzazione: 2010/2011Il MAXXI

La progettazione segnaletica di orientamento del MAXXI, il nuovo museo d’arte contemporanea di Roma, è stata un’impresa notevole per la complessità stessa dell’involucro architettonico che lo ospita, del cui forte carattere e si è tanto scritto e parlato. Così, rapportandosi alla filosofia progettuale di Zaha Hadid, che ha creato un edificio interamente realizzato “su misura”, anche l’intervento grafico di Ma:d è stato un intervento ex novo, pensato per quella specifica sede, con soluzioni grafiche e uso di materiali pienamente rispondenti alle qualità della costruzione e dei suoi spazi. Ne è risultato un pezzo unico, artigianale, quasi un’opera pittorica. L’intento principale era quello di non inondare la struttura di informazioni, ma di dare le indicazioni essenziali in modo chiaro, visibile ma non invasivo, creando forme e strutture specifiche per l’edificio e per le diverse funzioni. Si è definito un intervento che partisse dall’esterno della struttura e arrivasse fino all’interno, a definire tutti gli elementi segnaletici presenti, mantenendo lo stesso concept progettuale, basato sul contrasto di luce e ombra, pieni e vuoti, linee rette e curve organiche. Esternamente vi era la necessità di identificare il luogo senza intervenire sui volumi in cemento. Siamo quindi intervenuti sulle cancellateesterne dipingendovi il logotipo MAXXI in grande formato, ottenendo un risultato di forte impatto visivo. Le vetrate perimetrali dell’edificio, segnalate per la sicurezza, sono state pensate e utilizzate come superfici comunicative. In accordo con la committenza si è intervenuti su di esse con aforismi e citazioni contemporanee sui temi dell’architettura e dell’arte, brani del pensiero della modernità. Le lettere tagliate nella loro silhouette originaria, creano rimandi alle forme del museo e stimolano nel visitatore la ricerca di senso, il gusto dello scoprire. Per gli interventi segnaletici interni sono state definite forme caratterizzate da linee curve, morbide, progettando appositamente tutte le strutture che abbiamo manipolato con tagli e sovrapposizioni di spessori questa volta più netti, sempre di ispirazione architettonica. Il rapporto con l’architettura è evidente anche nella scelta di materiali e colori, dove pannelli e strutture angolari in alluminio verniciato, frecce direzionali in mdf laccato e altri elementi bidimensionali in rilievo utilizzano sempre i toni del bianco e nero. Il museo si snoda a livelli fluidi, uno contenuto nell’altro, dove si raccordano cinque gallerie espositive. Il numero che dà il nome alla galleria è diventato, quindi, elemento tridimensionale fortemente caratterizzato. Si tratta di volumi bianchi, in forte aggetto, materici, la cui superficie è segnata da righe di forte spessore il cui andamento è un richiamo all’inclinazione della galleria cui fa riferimento, ma anche ai “binari” che segnano i soffitti delle gallerie. Il sistema identificativo livello-galleria è stato poi completato abbinandovi una mappa generale tridimensionale, nella quale è evidenziata la collocazione della galleria corrispondente. Gli elementi segnaletici, bianchi su pareti bianche, si percepiscono attraverso ombre e spessori. Posizionati distanziati o attaccati al muro a seconda dell’effetto finale e della loro funzione, sembrano volumi che escono dalla parete, un tutt’uno con l’edificio. Torna la volontà di integrare, valorizzare la struttura nella sua specificità, evitando l’intenzione di “arredarla” con i interventi gratuiti. Il MAXXI, ospitato nell’avvenieristico edificio progettato da Zaha Hadid, necessitava di una comunicazione visiva altrettanto incisiva e caratterizzante. A tale scopo si è scelto di affrontare la progettazione delle 5 mostre inaugurali in parallelo, in modo che ne risultasse un unico sistema coerente, base del manuale di immagine coordinata fornito al museo come strumento utile a garantirne nel tempo la necessaria continuità. Nello specifico per ognuna delle mostre (“Luigi Moretti architetto, Dal razionalismo all’informale” – “Spazio”, mostra?di arte e architettura, ingloba anche il progetto “Net in Space” – “Geografie Italiane” – “Gino De Dominicis, L’immortale” – ?”Kutlug Ataman, Mesopotamian Dramaturgies” ) è stato disegnato un logotipo ad hoc, partendo dal font istituzionale scelto, l’Akkurat. La tipografia ricopre sempre un ruolo essenziale. Di grandi dimensioni, si arricchisce di tasselli che scandiscono e rafforzano i contenuti, di tagli o di colori che identificano le diverse esposizioni. Gli stendardi delle mostre, posizionati sulla facciata esterna del museo, hanno un formato verticale. I logotipi vengono riportati in grande scala, le immagini fotografiche diventano dettagli. La stessa logica compositiva è stata applicata alla grafica a parete: il logotipo fuoriscala e a tinta piena sovrasta i testi esplicativi, in sottotono. Gli stampati ripropongono il logotipo delle rispettive mostre a tutto campo, su formati tascabili per facilitarne la consultazione. Nel caso particolare di “Geografie Italiane”, videoproiezione di Studio Azzurro, il supporto cartaceo viene allungato, riproponendo il taglio stesso dell’installazione. In alcuni casi, come nella mostra “Luigi Moretti architetto”, è stato necessario intervenire graficamente sull’allestimento, impaginando la time line della sua vita, dei suoi lavori, delle relazioni con i suoi contemporanei in Europa. Ne è nato un elemento grafico molto forte, a cui sono state poi coordinate le didascalie e altri interventi didattici ad uso del visitatore. Tutti gli elementi grafici e tipografici popolano anche il grande full color della hall del museo che, comunicando in tempo reale sia le informazioni generali che quelle relative alle mostre (in corso e future), le intervalla dinamicamente grazie ad effetti video e le accompagna lungo la parete curva sulla quale è stato costruito.

Il progetto di segnaletica del MAXXI è stato premiato con l’Honor award ai SEGD Design Awards 2011.Queste le motivazioni della giuria:
“Un sistema di segnaletica estremamente integrato all’architettura, complementare ad essa. Semplicemente, un sistema che funziona!”
“Questo progetto risulta perfettamente integrato con le linee pulite dell’architettura, senza sopraffarle o sovrapporsi ad esse. C’è una sottile gerarchia nei segni progettati, che spaziano dalla grafica dipinta sulle cancellate alle lettere in rilievo, fino ad arrivare ai numeri che identificano le gallerie espositive, tridimensionali, veri e propri pezzi scultorei. Le forme delle frecce direzionali si trasformano nei pittogrammi di servizio, in modo immediato e intelligente. “Semplice è meglio”, ecco la tesi che questo progetto interpreta in maniera a dir poco eccezionale”.
“Un sistema di segnaletica elegantemente integrato all’architettura. Unico, appropriato per il luogo, poco invasivo, assolutamente innovativo.”

Write the message

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>