LUIGI GHIRRI: L’ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO

 “Il potere del fotografo di valorizzare o distruggere l’originale è comunque innegabile.

In un edificio la scelta dei punti di vista, degli angoli, della luce è semplicemente ciò che crea lo spazio. Egli può fare apparire la navata di una chiesa alta e stretta oppure larga e tozza

– quasi senza tener conto delle sue reali proporzioni.

E inoltre, può evidenziare così intensamente un dettaglio da renderlo più convincente sulla lastra che nell’originale.”

Nikolaus Pevsner

 

Quale il rapporto tra fotografia e architettura? Complicità o deformazione? Il paesaggio visto tramite l’obiettivo fotografico può restituire una realtà univoca o disegna lo sguardo personale di colui che scatta?

Il paesaggio architettonico, lo spazio, non è qualcosa di inerme, né di statico, né è composto unicamente da proprietà fisiche, visibili o misurabili, ma è un’appropriazione mentale in una topologia che sovrappone l’ordinario e lo straordinario, a seconda dell’immaginario e della costruzione interpretativa che se ne dà. Il fotografo con il suo sguardo definisce l’oggetto-soggetto della sua irripetibile interpretazione spaziale. Non quindi riproduzione di realtà oggettive, bensì creazioni di simboli e significati particolari.

 “Dipingo architettura ma tramite le tensioni umane

che la costruiscono (Città Nera, New York)

la città non ha personalità è personalità”

William Congdon

 

Luigi Ghirri, fotografo italiano, è noto per ricreare e ricercare significazioni concettuali create dall’opera umana nel modellare il paesaggio urbano. La sua arte fotografica, il “pensare per immagini” ha alimentato, durante gli anni ’70, il dibattito sul ruolo della fotografia nella conoscenza del paesaggio architettonico.

 

«La fotografia è sovversiva non quando spaventa, sconvolge o anche solo stigmatizza,

ma quando è pensosa»

Barthes

Ghirri ritrae con delicatezza ciò che lo circonda facendoci osservare ciò che sfugge al nostro sguardo ed insegna all’architettura stessa a manipolare il reale con timidezza, pudore, coscienza ed affetto.

 

Paola Donatiello

16/09/2015

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