L’autismo “indicibile”

Incontro con Gianluca Nicoletti, autore di “Alla fine qualcosa ci inventeremo”/Video 4

Con la pubblicazione di questo video, siamo arrivati al quarto incontro di Idee al cubo con Gianluca Nicoletti. Il giornalista, scrittore, conduttore di Melog su Radio24 – padre di un ragazzo autistico – è autore del libro Alla fine qualcosa ci inventeremo (Mondadori) e affronta i nodi ancora da sciogliere sull’autismo e sulle persone autistiche.

Al centro di ciascun video c’è uno dei temi che verranno affrontati nel convegno Progettare la scuola del futuro. Nuovi spazi per una nuova didattica – organizzato da Idee al cubo, chesi svolgerà il 7 novembre 2014 alla Mole Vanvitelliana di Ancona – rivolto, tra gli altri, agli architetti che potranno partecipare gratuitamente e ottenere i crediti formativi per il loro aggiornamento professionale.

Ad animare il dibattito, saranno lo stesso Gianluca Nicoletti e i maggiori studiosi di tecnologia e nuovi spazi educativi: Paolo Ferri, professore ordinario di Teoria e tecnica dei nuovi media all’università di Milano Bicocca e dirigente del Lisp dello stesso ateneo; eStefano Moriggi, storico e filosofo della scienza, esperto di tecnologie e divulgatore scientifico, docente presso l’università Milano Bicocca. Parteciperà anche Rita Coccia, dirigente scolastica dell’Istituto tecnico-tecnologico statale Alessandro Volta di Perugia, la cui scuola è un caso di buona pratica. A moderare l’incontro, Edoardo Camurri, saggista e giornalista, già conduttore di Omnibus estate, Mi manda Raitre e autore del programma La gaia scienza.

In questo quarto filmato, dal titolo L’autismo “indicibile”, Nicoletti racconta di quell’atteggiamento diffuso tra medici, psicologi e psichiatri – nel passato e talvolta ancora nel presente – che tende a non far pronunciare una diagnosi di autismo, perché significherebbe impegnarsi in un qualcosa che non li trova preparati, perché la specializzazione comportamentale, importante nel trattamento efficace delle persone autistiche, è ancora poco diffusa in Italia e così preferiscono rimanere chiusi nei loro recinti invece che aprire lo sguardo verso i progressi fatti a livello internazionale. Ma, come ricorda Nicoletti, la negazione coinvolge anche i genitori di ragazzi autistici per il timore del futuro che li aspetta.

Buona visione!

23 ottobre 2014

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