LA VITA E’ UN LUNGO PROGETTO

Buon vino, alimentazione equilibrata e movimento: ecco la ricetta che ha reso le Marche la regione più “serena” e longeva d’Italia.

Qualcuno, forse, si ricorderà di una notizia che ha fatto il giro del mondo un paio d’anni fa: quella relativa a una famiglia sarda “capitanata” da nove vecchissimi fratelli, i Melis di Perdasdefogu, un paesino dell’Ogliastra. Dalla sorella più grande (105 anni) a quella più piccola (78), il clan in totale arrivava a spegnere la bellezza di 818 candeline.
Non uno, ma tanti i segreti alla base di tale longevità: dall’alimentazione allo stile di vita, passando per quello che forse è il fattore principale: ovvero, l’essere vissuti sempre nello stesso ambiente, con meno stress rispetto ai grandi centri urbani.

La notizia, all’epoca, giungeva a confermare dati e numeri che facevano della Sardegna la regione più longeva – o comunque con più anziani – della Penisola. Un primato che adesso le viene però contestato da un’altra terra, operosa e discreta: le Marche.

Stando, infatti, a un rapporto diffuso all’ultimo Vinitaly di Verona, la regione adriatica è in realtà quella con il maggior numero di nonni in tutta Italia. Alla principale fiera del vino, la Regione Marche ha presentato i dati di una indagine condotta sui suoi cittadini: primi ora in Italia per aspettativa di vita (i maschi) e primi in assoluto – dopo aver sorpassato proprio la Sardegna – anche per numero di centenari. Visto che in vent’anni si sono addirittura quintuplicati, passando da 99 a 507.

Tali dati provengono dall’analisi di un campione di oltre tremila “over 60” (3.121 per la precisione) realizzata da Gabriele Micozzi, docente di Marketing all’Università Politecnica delle Marche, per conto dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt). E dallo studio emerge soprattutto che tra gli “elisir di lunga vita” c’è proprio il vino, con la quasi totalità di anziani marchigiani – ben 9 su 10 – che lo beve quasi tutti i giorni. In media, un paio di bicchieri a pasto. Un dato ben superiore alla media nazionale (69%) e che rimane alto anche se si considerano le fasce di età più avanzate: oltre il 95% dei maschi tra i 75 e gli 80 anni, infatti, consuma ancora vino; un dato questo che “fisiologicamente” scende – ma di poco – per gli ultraottantenni (68%) che comunque dichiarano di bere tutti i giorni o comunque cinque volte a settimana.

La tendenza si inverte, invece, se si osserva quanti marchigiani “over 60” consumano superalcolici: solo l’1% delle donne e l’11% degli uomini (per una media del 7%), a fronte di una media italiana che si attesta attorno al 16%.

Ma veniamo alle preferenze… Il rosso, e fin qui nessuna novità, è il vino preferito dagli uomini; il bianco dalle donne. E la stragrande maggioranza della popolazione, al contrario della media nazionale, preferisce di gran lunga acquistare vini – ovviamente regionali – in azienda agricola (63%) rispetto ad altri canali tradizionali come il supermercato (18%) o l’enoteca (10%). Nessuno acquista ancora on line.

Vino a parte, va anche detto che gli anziani della regione sono meno sedentari della media (27% contro il 38% nazionale); e soprattutto hanno praticato, o praticano, maggior attività fisica, come il lavoro in campagna o altre attività che favoriscono il movimento. Qui il campione regionale si stacca di molto rispetto alla media del Paese, con l’84% degli anziani marchigiani in movimento contro il 54%. Anche sull’alimentazione le differenze che emergono sono molte: nove su dieci consumano carne, verdura e frutta di “produzione propria” o comunque di produzione e/o coltivazione diretta: un dato altissimo in confronto alla media italiana, che si ferma invece al 36%.

E non è finita: oltre la metà degli abitanti (53%) non ha mai avuto problemi di salute (contro il 34% della media nazionale); l’84% che gode di buona salute (contro il 61%) e il 78% si dichiara ‘felice’ (contro 60% degli anziani del Paese). Evidentemente anche grazie al vino, visto che – come si legge nella ricerca del professor Micozzi – “ha influito positivamente sulla salute” dei singoli per il 78% degli interpellati marchigiani (contro il 46% della media italiana) e sulla qualità della vita della propria regione, definita “serena” quasi da tutti.

“Questa è un’analisi scientifica dei comportamenti sociali e delle abitudini che mette in evidenza gli effetti benefici della qualità della vita nelle Marche” – ha sottolineato Micozzi al Vinitaly. “Lo scopo della ricerca – ha aggiunto il ricercatore – non era, infatti, quello di rilevare da un punto di vista squisitamente medico lo stato di salute dei marchigiani, ma di cogliere attraverso i loro stili di vita preziosi indizi sulla longevità. E in questo caso, di indizi ne abbiamo trovati così tanti da farne quasi una prova”.

Andrea D’Agostino
31 maggio 2014

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