ILEONARDO, IL “MILANESE”…

L’anno prossimo una grande mostra in occasione di Expo 2015

I paragoni iperbolici non sono mancati alla presentazione della nuova mega-mostra che aprirà i battenti tra un anno a Milano: Leonardo 1452-1519. La più grande mai realizzata in Italia dal 1939, con il più alto numero di opere. Sono previsti migliaia di visitatori, tutti in fila per ammirare la produzione del genio toscano, simbolo e incarnazione dell’artista rinascimentale, che nel capoluogo lombardo ha lasciato una delle sue opere più celebri: l’affresco raffigurante l’Ultima cena nel Cenacolo di Santa Maria delle Grazie. Poteva dunque Milano lasciarsi sfuggire l’occasione di celebrarlo degnamente, peraltro in vista di un evento straordinario come Expo 2015?

L’esposizione aprirà i battenti il 15 aprile, giorno del compleanno dell’artista (a ridosso dell’apertura di Expo) e rimarrà aperta fino al 19 luglio nella sede di Palazzo Reale. Obiettivo principale sarà proporre una visione di Leonardo non mitografica, né retorica e tantomeno celebrativa; semmai trasversale. Si tratterà, infatti, di restituire al pubblico un personaggio poliedrico, artista e scienziato insieme, analizzando alcuni temi centrali nei suoi lavori ben individuati dai curatori della mostra: il disegno, il continuo paragone tra le arti (disegno, pittura e scultura), il confronto con l’antico, la novità dei “moti dell’animo”, il suo tendere verso progetti utopistici. Per non dire poi dei suoi “sogni”, come il poter volare o camminare sull’acqua; l’automazione meccanica e altre imprese e intuizioni che lo hanno reso un alfiere di quell’unità del sapere che testimoniava una serrata e fedele alleanza tra discipline scientifiche e pratiche artistiche.

La mostra si rivolgerà a un pubblico vasto e non di soli specialisti. E illustrerà, attraverso dodici sezioni, le tematiche centrali nella carriera artistica e scientifica di Leonardo – abbracciando non solo gli anni della sua formazione fiorentina, ma anche i due soggiorni milanesi e la sua permanenza in Francia fino alla morte. Dal percorso espositivo risulterà evidente al visitatore la sua vocazione eclettica e il continuo intrecciarsi di interessi, attraverso l’approccio analogico allo studio dei fenomeni e alla loro rappresentazione grafica, riassunti e culminanti nei suoi dipinti più tardi.

Il percorso espositivo presenterà lungo 12 sezioni sia le opere autografe di Leonardo – dipinti, disegni e manoscritti – sia quelle dei suoi predecessori, allo scopo di contestualizzare l’attività di una vita intera nel suo tempo. Le due sezioni finali mostreranno, quindi, l’influenza che la pittura e la teoria dell’arte del maestro toscano hanno avuto sulla modernità, oltre che le dinamiche che hanno portato alla formazione del suo mito, incentrato – come noto – sulla fortuna critica del quadro più celebre, la Gioconda (che non potrà essere in mostra, dal momento che – come è noto – il Louvre non la concede in prestito). Inoltre, il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano (intitolato proprio a Leonardo) presterà tre modelli di macchinari – un carro automotore, una macchina battiloro e un telaio meccanico – realizzati nel rispetto dei suoi disegni.

Nelle sale di Palazzo Reale troverà anche posto una video-riproduzione del Cenacolo a grandezza naturale, arricchita da pannelli descrittivi e postazioni interattive ricche di informazioni sull’opera capitale di Leonardo e sul suo restauro. Non mancheranno, infine, una serie di approfondimenti “fuori sede”, che coinvolgeranno, sul territorio cittadino e lombardo, i luoghi di Leonardo, con esposizioni parallele nella Biblioteca Trivulziana al Castello Sforzesco e nella Pinacoteca Ambrosiana.

La mostra sarà curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio e si avvarrà di un comitato scientifico internazionale al quale sono stati chiamati a partecipare: Cristina Acidini (Soprintendente al Polo Museale di Firenze), Carmen C. Bambach (Metropolitan Museum, New York), David Alan Brown (National Gallery of Art, Washington), Franco Buzzi (Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana, Milano), Roberto Paolo Ciardi (Accademia Nazionale dei Lincei, Roma), Martin Clayton (Royal Library, Windsor Castle),  Marzia Faietti (Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze), Antonio Paolucci (Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma ), Nicholas Penny (National Gallery, Londra) e Vincent Pomarède (Louvre, Parigi).

Andrea D’Agostino
15 maggio 2014

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