I-ART, TRENTA ARTISTI PER CENTO BORGHI SICILIANI

L’identità in movimento secondo I-World. Un’iniziativa per giovani europei e mediterranei

Sicilia, terra di storia e di cultura ma anche di innovazione e sperimentazione artistica come testimonia l’attività fervente dell’Associazione Mondiale per la Salvaguardia e la Valorizzazione delle Identità dell’Umanità (I-WORLD), ideatrice e responsabile principale (con il Comune di Catania come capofila) del progetto I-ART, la cui partenza è prevista per aprile e grazie al quale trenta giovani artisti, provenienti da ogni parte d’Europa e del Mediterraneo e selezionati attraverso un bando di concorso di prossima scadenza (6 febbraio), saranno i protagonisti principali di “Residenza d’artista”, un’esperienza singolare e significativa come l’anima della regione che li ospita.

Il programma è piuttosto allettante, oltre che ambizioso, e si fonda sulla rivitalizzazione, attraverso l’utilizzo delle maggiori forme di arte contemporanea (scultura, pittura, fotografia, musica, design e arte audiovisiva) di cento paesi siciliani che con il loro ricco patrimonio culturale saranno fonte inesauribile di ispirazione per gli artisti scelti, residenti in loco per un mese, le cui opere create e prodotte rimarranno a testimonianza perenne nei borghi interessati.

Ma I-ART non è solo un progetto, è qualcosa di più corale. È un movimento culturale coinvolgente, un’officina artistica costantemente work in progress, volta al miglioramento qualitativo e quantitativo della produzione di opere attraverso il ricorso a linguaggi innovativi fondati sull’utilizzo di nuove tecnologie. È anche uno sportello di informazione per i giovani artisti siciliani con la promozione di itinerari culturali integrati legati all’arte e ai luoghi più rappresentativi dell’isola; una sorta di rete dell’arte contemporanea siciliana e internazionale in grado di offrire stimoli per una sempre maggiore crescita culturale basata sul concetto di  confronto e aggregazione artistica; un’ incomparabile vetrina sull’arte contemporanea in Sicilia che diventa, più specificatamente, espressione e celebrazione dell’identità autentica degli individui, della loro storia e di quella delle rispettive comunità.

E non è tutto: I-ART prevede anche la realizzazione e messa in rete, in tutte le province siciliane, di 23 Centri Culturali Polivalenti (CCP) per l’erogazione, come si legge nel sito del progetto, di servizi afferenti al settore dell’arte contemporanea. Ubicati all’interno di edifici comunali aperti al pubblico, restaurati e dotati di personale, questi centri assolveranno alla funzione di laboratori artistici e formativi, la cui attività sarà protesa a favorire la formazione e la creatività degli artisti attraverso lo scambio continuo a livello nazionale e internazionale.
«La riflessione che sta alla base dell’idea di I -ART è che le tradizioni orali e le forme identitarie sono spesso viste, a mio avviso, come elementi immutabili, come forme e codici che abbiamo ereditato dal passato e che dobbiamo sterilmente consegnare al futuro, senza fecondarle con le nostre emozioni.» È quanto ci dice Lucio Tambuzzo (nella foto in alto a destra), ideatore del progetto e direttore dell’Associazione I-WORLD, al quale abbiamo rivolto alcune domande:

Come è nata l’idea del progetto e cosa lo ha ispirato?
I- ART è uno dei tanti progetti di valorizzazione delle identità locali da noi ideati. Il progetto nasce da un manifesto che ho scritto nel 2007 e che è stato già presentato in Libano, Spagna e Malta. La mia idea è che noi tutti siamo chiamati ad intervenire nell’interpretazione e ricreazione di tali straordinarie forme, per poterle realmente attualizzare e sentire proprie, solo così le identità possono essere vive e realmente esprimere la parte più autentica che c’è in noi. L’arte contemporanea deve fare tutto questo. In tal senso I-ART si rivolge ai creativi di tutto il mondo e di tutte le discipline che sono chiamati a reinterpretare il sistema delle tradizioni orali di Sicilia, i suoi universi iconografici, le sue leggende e miti, i cicli produttivi che per millenni ne hanno segnato e disegnato i paesaggi. Sono infinite le fonti di ispirazione e tutte di grande suggestione e importanza. Qui si può tirare la somma della civiltà mediterranea ed europea in una visione che è sempre stata interculturale. Le nuove opere I-ART esaltano le forme periferiche e l’unicità, le comunità locali e ognuno di noi e dovranno quindi disegnare un’immagine attuale del nostro universo millenario.

Quando è nata l’Associazione I WORLD e quali sono le sue finalità?
Nasce nel 2007 e lavora da anni sulle identità delle comunità del Mediterraneo, per poterle identificare e valorizzare con progetti concreti. Negli ultimi tempi la parola identità è tra le più inflazionate, la si usa per ogni occasione, dal piatto tipico all’evento di folklore, magari inventato ad hoc per richiamare turisti in cerca di qualcosa di particolare e suggestivo, senza che ci sia una reale valenza antropologica.
Noi la riferiamo agli aspetti più autentici di un territorio, per esempio al patrimonio culturale immateriale, così come definito dall’Unesco nella Convenzione del 2003, che comprende saperi millenari, celebrazioni religiose e pagane, canti, danze e forme teatrali secolari, luoghi legati all’immaginario mitologico o alla storia e tanto altro. E’ proprio all’attuazione di tale convenzione che I WORLD lavora. Abbiamo ideato i Registri delle Eredità Immateriali che sono l’attuazione a livello territoriale della Convenzione Unesco del 2003 e che sono stati istituiti con leggi e decreti in molti paesi mediterranei, tra cui Sicilia, Tunisia, Spagna, Portogallo, Malta e Grecia. In tali registri identifichiamo le più alte forme identitarie delle comunità locali e, in collaborazione con le istituzioni, le mettiamo al centro delle politiche culturali, economiche e sociali, affinché si possano immaginare e attuare nuovi modelli di sviluppo sostenibili contrati sulle comunità e i territori. A tal fine svolgiamo un’incessante e continuativa azione progettuale a valere sui fondi dell’Unione Europea e sui programmi di cooperazione internazionale.

La partecipazione al progetto I-ART è estesa anche ad artisti non siciliani: pensa che un non-indigeno possa rappresentare lo spirito e la cultura dei nostri luoghi al pari di un artista locale?
Vogliamo vedere e vederci anche con gli occhi di chi non ci ha mai visto. Vogliamo che artisti con background diversi e da diverse parti d’Italia, d’Europa e del Mediterraneo vengano in Sicilia a contatto con la sua sfera più intima, profonda e vera, affinché possano restituirci un’immagine diversa dalla normalità con cui siamo abituati a guardare le cose e fuori dagli stereotipi. Chi vive sempre nello stesso posto ad un certo punto non lo vede più. La quotidianità stende un velo sopra la realtà e te la nasconde. Chi invece vede qualcosa per la prima volta è attratto da particolari che ci sfuggono e ce li può così comunicare in forma nuova. Allo stesso tempo è interessante creare un’interazione e uno scambio tra artisti locali e internazionali, perché insieme con le loro opere contribuiranno a rivelarci un’altra isola e tanti nuovi punti di vista. Un altro obiettivo è sicuramente lo scambio culturale che si attiverà tra gli artisti internazionali e le comunità locali, in luoghi normalmente non molto aperti in tal senso, per esempio nei piccoli borghi interni.

Quali, in sintesi, gli obiettivi da raggiungere con questo “concorso”?
L’obiettivo è senz’altro quello di sensibilizzare i creativi di tutto il mondo e di tutte le discipline a partecipare al programma di “artist in residence” e a venire in Sicilia per reinterpretare le sue tradizioni orali, i suoi universi iconografici, le sue leggende e miti, i cicli produttivi che per millenni ne hanno segnato e disegnato i paesaggi, la sua identità. Sono infinite le fonti di ispirazione e tutte di grande suggestione e importanza. Qui si può tirare la somma della civiltà mediterranea ed europea in una visione che è sempre stata interculturale. Gli artisti selezionati dovranno intervenire nell’interpretazione e ricreazione di tali straordinarie forme, per poterle realmente attualizzare e restituircele nel loro significato nel presente, solo così le identità possono essere vive.

Concludendo, tre definizioni per descrivere l’Arte.
Come indichiamo nel manifesto I-ART, potremmo dire che “Arte è immateriale”: arte rivelatrice dell’invisibile e dell’immateriale come componenti essenziali delle cose, interprete delle nuove forme dinamiche della memoria millenaria vivente, delle relazioni invisibili e senza tempo; celebrazione della tradizione e invenzione  stessa di tradizione; “Arte è identità”: espressione e celebrazione dell’identità degli individui, comunità e luoghi in quanto organica evoluzione della loro storia e cultura millenaria; “Arte è vita”: atto d’arte nel presente, poetica dell’azione, la totalità espressiva dell’essere non può che esprimersi nella vita, nell’attimo in cui si manifesta; essa non è nel dipinto ma nel dipingendo, non nello spartito ma nell’esecuzione, non nell’oggetto ma nella manualità ispirata che lo crea. L’apparenza è sostanza.

DANIELA FERRARA

5 febbraio 2015

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