DESIGN ON DEMAND

Le Nuove strade del design made in Italy con le nuove imprese del design on demand

Il Made in Italy si rinnova sul web con le startup del design on demand. Dici design e pensi all’Italia. Almeno, così è stato per decenni a partire dal secondo dopoguerra. Oggi, dopo anni di fermo generalizzato, il design Made in Italy sta trovando nuove strade per competere grazie al design on demand. Nuove startup del settore, infatti, hanno scelto il web per promuovere progetti innovativi nel tentativo di smuovere la palude produttiva e di ricreare le condizioni per quel fermento che il nostro Paese visse dagli anni ’50 in poi grazie a personaggi coraggiosi e visionari come Adriano Olivetti, che introdusse in Italia un modello innovativo di fare impresa. Per il padre di tanti prodotti amati e di largo consumo, come la mai dimenticata Lettera 22, il design è l’anima del prodotto. Per lui le linee, le forme, l’estetica, erano parte integrante del successo di un manufatto. Una lezione che qualche decennio successivo sarebbe stata fatta propria dalla Apple di Steve Jobs.

Olivetti fu il più convinto sostenitore di questa rivoluzione estetica industriale, ma non solo lui. Già durante il futurismo, l’Italia si era aperta a tale prospettiva. Antonio Gramsci, nel 1921, nel suo Marinetti rivoluzionario?, scriveva: «I futuristi hanno avuto la concezione netta e chiara che l’epoca nostra, l’epoca della grande industria, della grande città operaia, della vita intensa e tumultuosa, doveva avere nuove forme di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio». Poi vennero i Novecentisti, come Giò Ponti, l’XI Triennale di Milano con la sua Mostra internazionale dell’industrial design, il Nobel per la chimica a Giulio Natta e a Karl Ziegler per l’invenzione dei polimeri che permisero di passare dalla produzione dell’arredo in bottega alla serialità della fabbrica, diffondendo su larga scala gli articoli di design.

L’Italia fin dagli anni ’50, dunque, si mise alla testa della sperimentazione e dell’innovazione dei prodotti industriali e di arredo, arricchiti dalla qualità e dal know out artigianale proprio delle imprese nostrane , rimanendo leader indiscussa fino agli anni Ottanta. Si forgiò così il mito del Made in Italy che ancora oggi, nonostante tutte le tare strutturali del Paese riesce a resistere e viene apprezzato e amato nel mondo. Spesso, però, si tratta di prodotti di design non per tutti, i limiti dei costi ne hanno fatto una merce d’élite in mano a pochi marchi di prestigio. Così, scarsa diffusione, prezzi alti e il frutto della creatività e della produttività italiana è rimasto confinato e surclassato da articoli non italiani, più popolari, a basso costo e di qualità inferiore.

Da circa tre anni, però, la frontiera della creatività e del talento Made in Italy sono ritornate a farsi sentire spingendosi oltre, trovando asilo e nuova vita nel virtuale, con il design on demand, appunto. Una sorta di crowdsourcing, dove tutti possono collaborare alla progettazione, realizzazione e diffusione di nuovi prodotti, grazie a cui le nostre imprese si sono messe ancora in movimento, per tornare a essere competitive e innovative, pur rimanendo forte il legame con la ricca tradizione e la qualità del Made in Italy. Un esempio fra tutti, quello di Formabilio una startup di arredi e complementi ecosostenibili che ha il suo cuore a Treviso,  che utilizza il web per creare nuovi prodotti e per raggiungere la clientela che potrà acquistarli online, con uno sguardo attento alla sostenibilità ambientale e all’innovazione continua. Innovazione che non spaventa perché non comporta costi per l’azienda e per le imprese che collaborano perché i prodotti vengono realizzati soltanto se incontrano il favore del pubblico che li sceglie sulla base dei progetti presentati in contest, gare online, ai quali partecipano designer da tutto il mondo.

Come ci ha raccontato Andrea Carbone, Ceo di Formabilio, «l’idea alla base è sicuramente la condivisione e il coinvolgimento diretto degli attori della filiera dell’arredo – designer, aziende produttive e  clienti – nel processo produttivo dei nostri arredi. Il meccanismo è aperto e democratico: i designer di talento da tutto il mondo partecipano ai nostri contest presentando i loro progetti e lasciamo che siano le persone, futuri clienti, a scegliere quelli che le nostre aziende partner, tutte italiane, trasformeranno in prodotti Formabilio. Un brand corale e collettivo che dà visibilità sia ai designer che alle aziende produttive, trasparenza a vantaggio del consumatore finale».
Una via nuova di fare impresa che coniuga innovazione, risparmio e rispetto per l’ambiente perché spesso si tratta di prodotti green, realizzati con legnami di prossimità, tessuti riciclati o rigenerati, finiture con oli o vernici all’acqua.

Rosalinda Cappello
20 giugno 2014

Write the message

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>