BILANCIONI: «SÌ ALLE INIZIATIVE PER FAR CONOSCERE I PROFESSIONISTI»

Intervista con Michele Bilancioni

Continua il ciclo di interviste agli architetti con il punto di vista di Michele Bilancioni. Un’altra tessera del mosaico che ricostruisce l’immagine dell’attuale situazione della professione, con le difficoltà e le sfide che i professionisti incontrano quotidianamente nel loro ambito di lavoro. Ma anche con le proposte di chi quotidianamente vive il mestiere sul campo.

Quali sono le difficoltà e le sfide con cui deve misurarsi quotidianamente un professionista del suo settore? 
Nel mio caso, ma sembra valga non solo per me, la difficoltà  sta nel reperire il lavoro. Sembra banale, ma descrive la realtà. D’altra parte sappiamo che l’edilizia è ferma.

Come rilanciare la professione? Che cosa dovrebbe fare la politica? Gli ecobonus e le detrazioni fiscali per l’adeguamento antisismico degli edifici sono misure sufficienti per rilanciare il comparto o dovrebbe essere fatto di più? Se sì, che cosa? 
Non saprei cosa dovrebbe o potrebbe fare la politica, poiché ogni iniziativa, sebbene lodevole, comporta lo spostamento del problema “crisi” da un settore a un altro, da una categoria a un’altra. Purtroppo, come si usa dire, “la coperta quella è”. Forse, per lo Stato, il sistema per trovare le risorse in più potrebbe essere quello di recuperare i tanti capitali spesso conquistati illecitamente dai pochi grandi disonesti, ma la vedo dura. Non mi addentro nelle polemiche, probabilmente l’Italia non cambierà mai. Voglio complimentarmi con i colleghi professionisti che hanno saputo approfittare delle importanti occasioni offerte dal mercato, conquistando in tempo una notorietà rassicurante e una clientela importante. Benvenuta la nascita di Idee al cubo, che è accolta con grande interesse, che può contribuire a riavviare un’attività ingiustamente ferma, semplicemente portando a conoscenza dei clienti che esiste una disponibilità cordiale di professionisti disposti a seguirli, dialogando e consigliando le soluzioni alle loro necessità. Importantissimi,  inoltre, sono i suoi seminari di aggiornamento professionale proposti.

Nel panorama attuale, il ruolo dell’Ordine è adeguato? Che cosa dovrebbe fare per intervenire in maniera più incisiva per salvaguardare la professione e la professionalità dei suoi iscritti?
Il ruolo dell’Ordine è senz’altro positivo. I recenti incontri e convegni sui problemi attuali, sulla deontologia, e sulle iniziative proposte dai vari organismi del settore aprono finestre di speranza e inducono a un ulteriore interessamento.  Certo questa mobilitazione da parte degli iscritti è anche conseguenza dell’obbligo di partecipare agli incontri formativi dettato dalla nuova legislazione, ma ciò d’altra parte è assolutamente indispensabile e indiscutibile se vogliamo garantire un minimo standard di professionalità nel mestiere, al fine di mantenere e di incrementare il valore e l’importanza della figura dell’architetto, nelle suoi diversi ruoli. È stato un peccato non muoversi prima.

Il presidente Freyrie ha auspicato il rilancio della proposta di legge sulla qualità dell’architettura, che premierebbe la realizzazione delle opere pubbliche attraverso concorsi di progettazione o di idee, aprendo in tal modo ai giovani la strada del mercato della progettazione dalla quale oggi sono esclusi. Pensa che un concorso sia sufficiente per aprire la strada e risolvere i problemi dei giovani architetti?
Probabilmente il concorso non è sufficiente da solo a risolvere il problema, ma è già un passo molto importante, è segno di crescita e di maturità del sistema.

ROSALINDA CAPPELLO

23 gennaio 2015

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