AUTISTICI, ARTISTI … NON SOLO PER UN GIORNO

Evento organizzato da Gianluca Nicoletti al Maxxi di Roma per l’Authism Day del 2 aprile

Un grande murale collettivo realizzato dai ragazzi autistici nel piazzale del Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, che dopo essere esposto lì sarà inviato al Palazzo di Vetro a New York. È questo il modo in cui un coraggioso, attivo e combattivo gruppo di genitori intende dare un significato concreto alla Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, promossa dall’Onu per il 2 aprile. “I nostri figli sono opere d’arte”, questo il nome che hanno dato all’iniziativa, riassume il punto di vista di chi è fermamente convinto che avere un figlio autistico non sia una vergogna da celare, rinchiudendo i propri figli dentro quattro mura, condannandoli e condannandosi all’isolamento e alla rassegnazione di un inferno da attraversare quotidianamente. No. Questi genitori vogliono parlare, confrontarsi, raccontare le loro difficoltà, proporre e valutare interventi che sia efficaci per i loro ragazzi e di reale supporto per se stessi. E per questo, n quel giorno esporranno se stessi e i loro ragazzi, proprio come un’opera d’arte e «per la prima volta la neurodiversità sarà rappresentata come espressione artistica».

Alla testa di questi genitori ci sarà il giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti (nella foto in alto a destra), papà di Tommy, un bel diciassettenne riccioluto, esempio concreto che uscire dall’anonimato si può, si deve, lottando contro i pregiudizi e le superstizioni sulla malattia, impegnato nella realizzazione del progetto di Insettopia. «Negli ultimi anni il 2 aprile sono stato chiamato ovunque, ho girato per manifestazioni e convegni come la Madonna Pellegrina. Ho concluso che per nulla al mondo voglio continuare in futuro a sentirmi quel giorno come mio nonno il 4 novembre. Lui era un eroe (a suo dire) di tre guerre, il giorno della vittoria rispolverava le sue medaglie e andava alla sfilata dei reduci (…) L’unica guerra che mi andrebbe di fare e? quella per l’Insettopia degli autistici, del resto m’importa poco. Mi basterebbe costruire l’idea di una citta? dove ci sia cittadinanza anche per i nostri figli», ricorda Nicoletti in “Alla fine qualcosa ci inventeremo”. E, insieme ad altri genitori, non smette di “inventarsi” iniziative strutturate e finalizzate a creare le condizioni concrete perché i loro figli non siano più dei fantasmi, dimenticati e condannati ad abbrutire nella loro malattia.

Per questo, il prossimo 2 aprile i ragazzi autistici, con i loro fratelli e amici neurotipici «o presunti tali», saranno coinvolti con pastelli e pennarelli nlla realizzazione di un grande murale collettivo «che dovrebbe equivalere al rimbalzo, nella loro eclettica visione, delle opere che hanno appena attraversato e percepito attraverso la loro “extra ordinaria” percezione sensoriale». L’opera sarà scomposta in pannelli ed entro l’estate artisti contemporanei saranno invitati a “intervenire” direttamente sul lavoro dei ragazzi. «All’interno di una grande e importante struttura che raccoglie forme di arte contemporanea si darà forma visibile a un’opera-evento che vuole evocare come presenza reale e stimolo di riflessione attiva i soggetti con autismo: veri invisibili della nostra società fondata sull’abilità di saper creare relazioni».

L’intento di questa iniziativa è quello di «creare un evento che non si esaurisca nell’arco di una giornata celebrativa, ma sia l’occasione per inaugurare un laboratorio d’arte, autism friendly, all’interno del museo, che coinvolga 20-25 ragazzi adolescenti autistici».

L’evento, gratuito e aperto al pubblico a partire dalle ore 18, si articolerà contemporaneamente in un barcamp che riunirà all’interno dell’Auditorium le famiglie di autistici che, dopo una breve introduzione sull’autismo nel nostro paese e sui progetti concreti portati avanti da genitori, educatori e associazioni, saranno invitate a esprimere il loro punto di vista.

Ci sarà anche un’ installazione interattiva e performance live di scatole pensanti e camminanti, che conterranno le auto narrazioni del viaggio, reale e metaforico, con i compagni autistici, prodotta dal Laboratorio d’inclusione dell’autismo in classe a cura di Anna Maria Piemonte e Barbare Lalle in collaborazione con DYNAMIS Teatro, del Liceo Artistico Statale romano “Via Ripetta”. Tutti i presenti, autistici e non, potranno condividere l’esperienza entrando nel Labirinto, sostando e scoprendo il contenuto delle scatole.

I giovani autistici, poi, saranno coinvolti in attività che solitamente nessuno pensa adatte a loro, come il calcetto, l’wing tsun, l’atletica leggera e lo shiatsu. Tutte iniziative che finalizzate a «provocare gli indifferenti e scuotere chi ancora ha timore di condividere il problema che ha in famiglia.

L’iniziativa, parte integrante del progetto “Insettopia”, realizzata in collaborazione con Mammaiutamamma.it il network, Associazione Italiana Ricerca Autismo, «è un ottimo volano per avvicinare a un’attività concreta e formativa, soggetti autistici in interazione con coetanei neurotipici, richiamare attenzione sul problema della reale inclusione e recupero a una vita sociale dei ragazzi con disabilità psichica». Per gli organizzatori, infatti, un passaggio fondamentale «è rompere il muro dei pregiudizi, delle vergogne, delle superstizioni, delle remore, dei professionisti della disabilità, delle promesse, delle illusioni».

Durante l’evento sarà realizzato un video che in seguito sarà inviato a tutte le autorità e istituzioni che si occupano – o che dovrebbero occuparsi – di autismo. «Non verrà fatta nessuna richiesta specifica, parlerà solamente la disperazione dei genitori che nessuno vuole ascoltare nei loro veri bisogni. Nello sfondo la visione poeticamente difforme dei loro insondabili figlioli, che nessuno è capace di accettare per il loro punto di vista fantastico in quanto balzano».

ROSALINDA CAPPELLO

31 marzo 2015

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